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Collana: Scrittori sardi
Anno: 2005
Dimensione: 12x19 cm
Pagine: 168
Prezzo: € 16,00
ISBN: 88-8467-252-X
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PAGINE CORRELATE

 

Giuseppe Marci

pubblicazioni

La coltivazione de' gelsi e propagazione de' filugelli in Sardegna

Le piante

L'autografo de Il giorno del giudizio

Alpinismo a quattro mani

Index libri vitae

De su tesoru de sa Sardigna

Autobiografia

Agricoltura di Sardegna

In presenza di tutte le lingue del mondo. Letteratura sarda: il Novecento

Famiglia Alpinistica

In presenza di tutte le lingue del mondo. Letteratura sarda

Il mondo che ho vissuto

Minori e minoranze tra Otto e Novecento

Opere edite

documento testuale

Bollettino di Studi Sardi

Pietro Antonio Leo
Di alcuni pregiudizii sulla così detta Sarda intemperie
a cura di Giuseppe Marci
presentazione di Alessandro Riva
e Giuseppe Dodero

L'autore

Pietro Antonio Leo, medico, professore di medicina nell’Università di Cagliari. “Nato ad Arbus il 2 aprile 1766 e morto a Parigi l’8 maggio 1805. Di famiglia contadina povera, lavorò in campagna sin dall’infanzia e solo più tardi poté apprendere i primi rudimenti del leggere e dello scrivere. Fuggito a Cagliari, entrò al servizio presso una famiglia signorile per poter continuare gli studi fino alla laurea in filosofia e medicina. Esercitò ad Arbus sinché vinse la cattedra di istituzioni mediche a Cagliari. Suo primo interesse fu di introdurre in Sardegna i progressi della scienza medica europea per cui entrò in contatto con diversi studiosi in Italia e all’estero; particolare attenzione dedicò allo studio della malaria (intemperie), alle ragioni della diffusione e ai metodi di cura. Morì a Parigi, dove si era recato per aggiornare la sua disciplina” (Isbes Catalogo).

I curatori

Giuseppe Marci insegna Filologia italiana all’Università di Cagliari.
In questa collana ha pubblicato: D. Simon, Le piante (2002), G. Cossu, La coltivazione de’ gelsi e propagazione de’ filugelli in Sardegna (2002), S. Satta, L’autografo de Il giorno del giudizio (2003), G. Saragat, G. Rey, Alpinismo a quattro mani (2003), G. Delogu Ibba, Index libri vitae (2003), V. Sulis, Autobiografia (2004), A. Purqueddu, De su tesoru de sa Sardigna (2004), A. Manca Dell’Arca, Agricoltura di Sardegna (2005).
Alessandro Riva insegna Anatomia Umana e Storia della Medicina nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Cagliari. È Presidente dell'Associazione Clemente Susini per la Storia della Medicina e rappresenta gli anatomici italiani nel Comitato Federativo Internazionale per la Terminologia Anatomica (FICAT).
Nel 1991 ha promosso, presso la Cittadella dei Musei di Cagliari, l'istituzione del Museo delle Cere Anatomiche di cui è tuttora responsabile. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e storico-mediche.
Giuseppe Dodero è laureato in Medicina e chirurgia, Specialista in Igiene, Sanità pubblica e Direzione sanitaria. Ha insegnato Statistica Sanitaria nell'Università di Cagliari. È stato Ufficiale sanitario del Comune di Cagliari e Responsabile dell'Igiene pubblica in una Asl della Sardegna. Ha pubblicato lavori di epidemiologia, medicina sociale, igiene ospedaliera, igiene ambientale, storia della medicina e della sanità pubblica in Sardegna.
Pietro Leo Porcu, medico, è stato professore di endocrinologia all'Università di Cagliari.

L'opera

Pubblicata nel 1801 la Lezione fisico-medica intitolata Di alcuni antichi pregiudizii sulla così detta Sarda intemperie e sulla malattia conosciuta con questo nome costituisce un’importante testimonianza della volontà di rinnovare gli studi medici. L’autore, per combattere la battaglia contro i pregiudizi e contro i medici servili “insensibili alle voci della ragione ed alla luce dell’evidenza”, si rivolge “agli ornatissimi scolari” dell’Università di Cagliari e spiega che “infiniti sono, e sommamente oltraggiosi alla ragione, ed al buon senso i medici pregiudizii, che nati ne’ secoli della barbarie, fomentati in progresso dalla ignoranza, e ciecamente seguiti dalla servile credulità del volgo, regnano tuttora nella nostra Sardegna a danno incalcolabile della popolazione, e della sanità, e delle vite de’ nostri concittadini”. È un’opera nata nella temperie culturale del diciottesimo secolo, quando è “ripresa la libertà di pensare, di vedere e d’interrogare la natura per via d’esperimenti”.

 
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