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Collana: Scrittori sardi
Anno: 2003
Dimensione: 12x19 cm
Pagine: 264
Prezzo: € 15,00
ISBN: 88-8467-136-1
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Innocenzo III e la Sardegna
a cura di Mauro G. Sanna

Il curatore

Mauro G. Sanna è nato a Sassari nel 1968. Laureato in Materie letterarie presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Sassari, nel 2001 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia medievale presso l’Università degli Studi di Cagliari (XI ciclo). Attualmente è assegnista di ricerca in Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Università degli Studi di Sassari.

L'opera

L’epistolario di Innocenzo III (1198-1216) con la Sardegna è uno straordinario strumento a disposizione degli storici non solo per la storia della Chiesa ma per quella tout court dell’Isola, sia perché costituisce l’assoluta maggioranza delle fonti disponibili per il periodo sia perché è ricco di informazioni riguardanti la politica pontificia. Ciò consente, nella penuria documentaria che caratterizza questa fase della storia dell’Isola, non solo di ricostruire gli avvenimenti politici e istituzionali intercorsi in Sardegna tra lo scorcio del XII secolo e i primi due decenni del XIII ­ e che vedono l’improvvisa accelerazione della penetrazione pisana ­, ma anche di comprendere i rapporti che intercorrono tra la Sede apostolica, la Sardegna e Pisa durante i cruciali anni del suo pontificato.
Perciò, oltre a questioni riguardanti la politica religiosa, quella monastica e quella matrimoniale, le lettere di Innocenzo III consentono di seguire con precisione la sua politica di riaffermazione teorica e pratica della sovranità della Sede apostolica sull’Isola a causa della quale si scontrò con la città sull’Arno che, un tempo alleata del Papato ­tanto da essere definita dagli stessi pontefici "seconda Roma"­, dopo aver abbracciato a partire dalla seconda metà del XII secolo la causa imperiale, si era trasformata in una pericolosa nemica. Grazie alla straordinaria e costante energia profusa, il pontefice ottenne una vittoria almeno sul piano giuridico, grazie al giuramento di fedeltà ottenuto dai giudici già a partire almeno dal 1205, anche se nella pratica non riuscì a rovesciare la posizione di forza dei Pisani, raggiunta durante quasi due secoli di intensi rapporti con l’Isola.

Recensioni

Nae n.7, estate 2004, Un fascio di luce sul medioevo sardo

 
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